A poca distanza dalla zona archeologica di Paleopoli a Kastri si trova il monte di San Giorgio. Pochi anni fa, nel 1991 è stata fatta un'importante scoperta da Adonis Kyrou, editore famoso della rivista “Estia”. Quel giorno, nel mese di agosto, signor Kyros, noto per il suo amore per la archeologia, è salito sul monte, dalla parte di Avlemonas, ed ha trovato una piccola strada sterrata. Lì vicino ha visto una cosa che brillava, era una piccola statua di rame, ha guardato intorno ed ha visto che tutta la zona era piena di cocci di ceramica! Ha capito subito dove si trovava ed ha chiamato il professore di Archeologia Preistorica, Gianni Sakellaraki, che entro pochi giorni è arrivato a Citera con sua moglie Efi, archeologa. Una visita a San Giorgio gli ha fatti capire che si trovavano alla sommità del tempio minoico di Avlemonas. Hanno subito informato il Servizio Archeologico e l'anno dopo hanno cominciato gli scavi.

Tutto testimoniava che il tempio non è stato mai abbandonato e depredato. Gli scavi sono cominciati nel 1992 e sono finiti nel 1994. Sul monte di San Giorgio è stato trovato il tempio minoico di Citera una scoperta molto importante anche per lo studio della religione minoica, mentre l'altare non era stato depredato. L'unico tra i tanti tempi minoici depredati di Creta. I reperti sono di pietra, oggetti di culto (sui quali vediamo scrittura lineare A), statue di animali di ceramica, offerte di rame, gioielli e oggetti di ceramica. La scoperta più importante, erano le 87 statue minoiche di rame, mentre tutte quelle che avevano scoperto fino il 1994 erano 170; hanno scoperto un secondo tesoro. Il tempio è stato costruito negli anni cristiani. Sul pavimento del tempio si salva un mosaico di diversi argomenti decorativi, scene da caccia e meandri ellenistici. Dal mosaico possiamo capire che il tempio è del VII secolo d.C. Oggi il tempio si salva ed è restaurato, insieme il tempio dei Santi Anargyri, a Paleokastro, sono i monumenti cristiani più antichi di Citera.

Il tempio celebra in onore di San Giorgio e nel cortile i fedeli organizzano una festa tradizionale. Da questa altezza, 350m, qualcuno può vedere le coste sud-ovest del Peloponneso da Capo Malea fino il Taigeto ma anche una grande parte del mar Egeo. In una giornata bella si possono vedere, Anticitera ma anche i monti di Creta, Lefka Ori e il monte Ida (Psiloritis), elementi molto importanti per la navigazione, mentre dal est ci sono le isole di Milos e di Santorini. Da qui si può osservare tutto il passaggio da sud a nord e da est a ovest.

Στο δάπεδο του ναού σώζεται ένα ψηφιδωτό με διάφορα διακοσμητικά θέματα, κυνηγετικές σκηνές και ελληνιστικούς μαιάνδρους. Από το ψηφιδωτό μπορούμε να χρονολογήσουμε το ναό γύρω στον 7ο αιώνα μ.χ. Σήμερα ο ναός του άγιου Γεωργίου σώζεται ανακαινισμένος αλλά οπωσδήποτε είναι μαζί με τον ναό των άγιων Αναργύρων στο Παλαιόκαστρο τα αρχαιότερα χριστιανικά μνημεία των Κυθήρων. Ο ναός εορτάζει στη μνήμη του άγιου Γεωργίου και στο προαύλιο οι προσκυνητές στήνουν το τοπικό παραδοσιακό γλέντι, με το οποίο συνήθως ο ελληνικός λαός γιορτάζει τον άγιο Γιώργη. Είναι αξιοσημείωτο, ότι από το ύψος των 350 μέτρων του Αγίου Γεωργίου στο Βουνό, εποπτεύει κανείς όχι μόνο τις ακτές της νοτιοδυτικής Πελοποννήσου από τον Κάβο-Μαλιά μέχρι τον Ταΰγετο στο βάθος αλλά και μεγάλο τμήμα του Αιγαίου Πελάγους.

Σε μέρα καθαρή φαίνονται στο νότο όχι μόνο τα Αντικύθηρα αλλά και τα βουνά της Κρήτης, τα Λευκά Όρη και ο Ψηλορείτης, στοιχείο εξαιρετικά σημαντικό για την πρώιμη ναυσιπλοΐα, ενώ ανατολικά, στο βάθος του ορίζοντα, βρίσκεται η Μήλος και η Σαντορίνη. Από εδώ ελέγχονται όλα τα ναυτικά περάσματα από Βορρά σε Νότο και από Ανατολή σε Δύση οπότε είναι απολύτως φυσιολογική η επιλογή της κατασκευής του Μινωικού Ιερού στο βουνό του Αγίου Γεωργίου.